Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento rapido e significativo del numero di bambini e adolescenti miopi, un fenomeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva previsto: si stima che entro il 2050 metà della popolazione mondiale sarà miope. In alcune aree dell’Asia, dove la scolarizzazione è intensissima e il tempo all’aperto ridotto al minimo, la miopia colpisce fino al 90% dei giovani scolarizzati. Anche in Italia il trend è in crescita: tra gli anni ’70 e i primi del 2000 siamo passati da una media del 25% a oltre il 40%.

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Non è il caso di allarmarsi, ma è il momento di intervenire. Non servono ricette complicate: la luce naturale e lo sport sono alleati fondamentali per contrastare quella che gli esperti definiscono una vera “epidemia” di miopia.
Giocare all’aperto è la forma di prevenzione più efficace e naturale per gli occhi dei bambini.
Incontro ogni settimana genitori preoccupati per il tempo che i loro figli trascorrono davanti agli schermi di telefonini e dispositivi digitali. La domanda è sempre la stessa: “Dottore, il tablet può rovinare la vista del mio bambino?”. La risposta è complessa, ma porta con sé una soluzione sorprendentemente semplice e antica: passare più tempo all’aria aperta.
La scienza della luce: perché stare all’aperto protegge la vista
Perché stare fuori casa protegge la vista? La risposta non è solo perché “si guarda lontano”, ma risiede nei meccanismi biologici dell’occhio e nella sua risposta alla luce solare.
Quando un bambino trascorre del tempo all’aria aperta, l’intensità della luce solare stimola la retina a produrre un neurotrasmettitore chiamato dopamina. Questa sostanza ha un ruolo cruciale: inibisce gli enzimi che rendono la sclera (il guscio bianco dell’occhio) più elastica.
Con poca dopamina (vita al chiuso), l’occhio tende ad allungarsi più facilmente, diventando miope.
Con la giusta dopamina (vita all’aperto), la crescita del bulbo oculare è più controllata e si riducono i fattori anatomici che favoriscono l’insorgenza o la progressione della miopia.
Ecco perché l’istruzione e lo studio, pur fondamentali, hanno un “effetto collaterale”: costringono i ragazzi a stare molto tempo al chiuso, su libri o schermi, riducendo l’esposizione alla luce naturale che aiuta a regolare la corretta crescita dell’occhio.
Qual è la strategia migliore per un genitore?
Non possiamo vietare lo studio né eliminare del tutto la tecnologia, che fa parte del futuro dei nostri figli. Possiamo però creare un equilibrio sano.
Il consiglio d’oro è incentivare lo sport all’aria aperta. Lo sport è il momento in cui il ragazzo si allontana dagli schermi e utilizza la visione per guardare lontano, rilassando la muscolatura oculare.
Cosa fare in pratica?
L’obiettivo è garantire ai propri figli un’esposizione quotidiana alla luce naturale.
Le evidenze scientifiche suggeriscono di passare almeno 2 ore al giorno all’aria aperta.
Incoraggiate i bambini a passare l’intervallo fuori dall’aula, se possibile.
Sfruttate il fine settimana per gite, passeggiate o attività nei parchi.
E’ importante chiarire alcuni aspetti:
- I raggi UV possono essere dannosi e vanno filtrati con occhiali da sole di qualità, specialmente in estate o in montagna. Tuttavia, per la produzione di dopamina è sufficiente la luminosità ambientale, anche all’ombra o in giornate nuvolose. L’intensità della luce esterna è sempre immensamente superiore a quella di una stanza illuminata artificialmente.
- Se la prevenzione comportamentale (stile di vita) non basta, oggi abbiamo strumenti terapeutici efficaci per rallentare la progressione della miopia: speciali lenti oftalmiche per occhiali, lenti a contatto dedicate e colliri a base di atropina a basso dosaggio. Queste opzioni vanno valutate caso per caso con l’oculista.
- La didattica a distanza è il nemico numero uno? Non è la tecnologia in sé, ma l’abuso. Uno studio su 120.000 ragazzi ha mostrato un aumento della miopia correlato ai periodi di lockdown e didattica a distanza, proprio a causa della riduzione dell’attività all’aperto. Il problema non è lo schermo, ma la mancanza di equilibrio.
Un cambio di prospettiva
Prevenire la miopia non significa combattere una battaglia persa contro il futuro o la tecnologia. Significa restituire ai nostri bambini il tempo e lo spazio di cui i loro occhi hanno bisogno per crescere in modo sano.
Invitare vostro figlio a giocare a pallone, andare in bicicletta o semplicemente fare una passeggiata non è solo un momento di svago: è una vera e propria terapia preventiva.
Se avete dubbi sulla vista del vostro bambino o notate difficoltà nella visione da lontano, la prima mossa è sempre una visita specialistica. Intervenire precocemente significa avere più possibilità di proteggere il futuro visivo dei vostri figli.